LETTERA DELLA BUONANOTTE DEL RAGNINO OTTO

Ciao,

mi chiamo Otto e sono un ragnetto. Da qualche tempo vivo nella tua cameretta e mi ci trovo piuttosto bene. A dire il vero mi piace proprio perché è una stanza in cui la notte non sono mai da solo, e ciò mi rassicura. Forse tu non hai mai fatto caso alla mia discreta presenza, sono abbastanza silenzioso: ogni sera, e qualche volta anche di giorno, sbuco guardingo da dietro l’armadio per andare a vedere se la mia tela c’è ancora e se per caso è servita a qualcosa oppure no. Infatti, quando esco allo scoperto, devo stare molto attento a non dare nell’occhio perché di solito quelli come me non piacciono tanto agli esseri umani come te, e per questo i tuoi simili potrebbero cercare di eliminarmi, con una scopa per esempio, insieme alla mia ragnatela. A proposito, sai che cos’è una ragnatela vero? È quella cosa fatta di fili sottilissimi che di solito costruisco nell’angolo di muro che mi sembra migliore per la caccia agli insetti. Spesso non sembra andare d’accordo con la vostra idea di pulito e di ordine, così mi capita di trovarla distrutta, o non trovarla del tutto, dopo che qualcuno è passato a fare le pulizie. Questo naturalmente mi complica un pochino la vita dato che la caccia agli insetti è indispensabile per la mia sopravvivenza, ma non mi do mai per vinto perché ho imparato ad essere paziente e, soprattutto, ad essere molto fiducioso nella provvidenza. La mia attività principale consiste appunto in questo: ancoratomi al muro, intreccio una struttura fatta di tanti fili tra loro ordinati in una bella e fitta trama, e poi attendo che qualche zanzara, magari prima che venga a ronzarti attorno e a pungerti mentre dormi, vi si impigli e si appiccichi per bene diventando così per me un delizioso (quanto necessario) spuntino. Ti dispiace un pochino per la zanzara? Allora sei molto sensibile, e questo è un gran pregio! Non smettere mai di esserlo.

Ma torniamo a noi: sotto sotto devo ammettere che costruire ragnatele mi piace e mi regala anche parecchia soddisfazione. Filando da destra a sinistra, da sinistra a destra, dall’alto al basso e viceversa, nel rispetto delle regole dell’architettura, e con la massima libertà di creare geometrie sempre diverse, belle e stravaganti, do sfogo alla mia creatività e mi diverto un sacco! La costruzione delle ragnatele, o tele, per un ragno come me è davvero un’arte. E per fortuna che è così. Io penso che se si deve impiegare buona parte del proprio tempo nel fare una certa cosa, è meglio che piaccia, no? Certo che da piccolo, quando a scuola ho dovuto imparare le regole per fare bene questo mestiere, spesso mi annoiavo e non avevo voglia di studiare, ma poi quando ho capito davvero come funzionava il gioco, all’improvviso è diventato un lavoro divertente e appassionante. Poi, dico io, è sempre meglio godersi gli aspetti positivi della vita e ricavare da questi l’energia per superare quelli più difficili perché, a dire il vero, non è tutta rose e fiori neanche la vita di un ragnetto come me: quando la scopa o lo spolverino spazzano il muro, o quando si tinteggiano le pareti, ecco che la ragnatela se ne va insieme alla polvere, per quanto bella (a mio modesto parere) fosse; inoltre, come ho già accennato, rischio di farmi male anch’io se non mi guardo le spalle da quelli a cui i ragni non piacciono. In casa tua c’è qualcuno a cui non piacciono? Forse anche tu trovi brutti i ragni? Spero che non ti facciano anche paura! Comunque sia, è mia premura anche tranquillizzarti su questa cosa: siete molto più pericolosi voi umani per noi di quanto potremmo mai essere noi per voi. Mi fa piacere farti dormire meglio senza le zanzare o le mosche, ma certo non posso fare i miracoli o fare l’ingordo: la caccia con la ragnatela non sempre porta grandi frutti! Quando sono fortunato riesco a catturare quello che mi serve per un giorno e l’indomani si ricomincia daccapo. Questo però mantiene le mie zampe sempre allenate, la mia mente lucida e i riflessi sempre pronti: tutti aspetti positivi.

A proposito delle zampe, sai quante ne ho? Otto. E credo siano proprio quelle che ti sembrano così brutte e forse addirittura paurose. Non sei fra quelli? I ragnetti di casa non li trovi poi così brutti? Grande! Vuol dire che sai apprezzare anche chi è molto diverso da te, e anche questo è un gran pregio, non scordartene! Ma se ci trovi brutti o ti facciamo paura (o tutt’e due le cose insieme), voglio dirti che non è affatto obbligatorio farsi piacere una cosa che non piace, ma l’importante è non essere arrabbiati con i ragni e non averne paura solo per il loro aspetto fisico.

Può capitare anche che io ti metta alla prova calandomi a mezz’aria per provare a vedere il mondo dalla tua prospettiva, per capire come lo vedi tu. Cerco di farlo quando nessuno mi vede, ma se ti dovesse capitare di trovarmi penzolante appeso a un filo invisibile in mezzo alla stanza non prendere paura, mi ritiro il prima possibile appena me ne accorgo. Se sei un tipo che si spaventa facilmente cercherò di non farmi mai vedere, non voglio provocarti, però vorrei che tu prendessi coraggio. Se ci pensi, quando non mi vedi potrei non esserci, ma anche essere presente esattamente come quando mi noti attaccato di qua, appeso di là, a testa in giù, di lato o dritto come te: nella vita imparerai che, come me, esiste sia quello che riesci a vedere con gli occhi, sia quello che vedi raramente sia quello che non riesci a vedere proprio; spesso quello che non riesci a vedere, come molte volte il tuo ragnetto Otto per esempio, che sarei io, si nasconde perché ha paura di te. Nonostante ciò ti aiuta a dormire più tranquillo.

Sono sincero, comincia a venire sonno anche a me, quindi mi avvio a concludere la mia lettera. Prima di salutarti voglio però regalarti un piccolo segreto, una cosa importante che, come tuo ragnetto domestico, ci tengo a dirti: nonostante, come ti ho raccontato, debba stare sempre attento a tutto, e continuare a lavorare un sacco giorno dopo giorno per mangiare qualcosa, non sono mai preoccupato, e sai perché? Avete mai sentito di un ragno che sia rimasto senza mangiare? Certo che no! Gli esseri umani come te invece, specialmente i grandi, sono sempre di corsa e vivono nella preoccupazione, solo perché molti di loro non sanno che il segreto è la provvidenza: noi ragni e ragnetti, come tutti gli altri animali in natura, sappiamo che le pur numerose sconfitte non ci devono mai scoraggiare, perché vediamo che se ci impegniamo giorno per giorno (con anche un pizzico di divertimento) tutto quello che ci serve per vivere arriva sempre. Io ho addirittura un tetto sulla testa che poi, a me, non sarebbe neanche indispensabile. A questo punto, di che cosa avrei bisogno ancora? Di nulla. Quindi: vivi nella serenità! Impegnati giorno dopo giorno facendo quello che ti realizza e ti rende felice senza perdere tempo a preoccuparti o con la paura di perdere qualcosa perché, a tutto il resto, pensa la provvidenza.

Fidati di ciò che ti fa essere te stesso, di tutto ciò che ti fa stare bene.

Buonanotte!

Tuo,

Otto

Alessandro Navarin

Francesca Lagonia

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